REYN ITALIA

“Let’s go together”, una pratica educativa di successo dalla Croazia

L’interscambio tra Italia e Croazia sulle pratiche educative innovative, è entrato nel cuore del suo svolgimento con l’intervento di Sanja Brakovic, psicologa e membro della Open Academy di Step by Step Association e Reyn Croazia.

La formatrice ha presentato il contesto nel quale operano, fornendo alcuni dati sulla situazione delle comunità rom in Croazia e sottolineando la mission del network di cui fa parte: la promozione di un’educazione di qualità che metta al centro i bambini e lo sviluppo di una scuola all’interno della quale i piccoli alunni si sentano motivati a comunicare la propria creatività e il proprio potenziale.

Il case study di successo proposto nel training di oggi, “Let’s go together”, è nato nel 2013 e si è concentrato su due obiettivi fondamentali: in primo luogo lo sviluppo delle capacità di insegnanti e dirigenti scolastici per favorire la cooperazione tra scuola e genitori, in secondo luogo il rafforzamento delle competenze genitoriali.

Dopo il primo anno di lavoro, il contesto in cui si opera è profondamente migliorato ma la situazione di partenza era caratterizzata dalla presenza di forti pregiudizi da parte di tutti i soggetti coinvolti. Da una parte era totalmente assente la collaborazione tra insegnanti e genitori, i maestri avevano bassissime aspettative nei confronti degli alunni rom e delle loro famiglie e non esisteva alcuna attenzione nei confronti dei bisogni dei bambini; dall’altra parte anche i genitori avevano scarsissima fiducia verso le proprie competenze genitoriali ed erano scoraggiati a partecipare alla vita scolastica dei propri figli.

Si è cominciato dunque ad operare parallelamente, sviluppando competenze nei professionisti delle scuole attraverso una formazione sul concetto di giustizia sociale e sulla rilevanza pedagogica dell’interfacciarsi con i genitori. Si è poi intervenuti accrescendo la consapevolezza delle famiglie, sia migliorando gli spazi abitativi sia implementando pratiche che favorissero la loro partecipazione alla vita scolastica.

SCARICA LE SLIDE DI SANJA BRAKOVIC

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Luca Bravi apre la 3 giorni di interscambio sulle pratiche educative innovative


La tre giorni di interscambio Reyn Italia sulle pratiche educative innovative si è aperta oggi con una lezione frontale di Luca Bravi, ricercatore di scienza sociale dell’educazione presso l’Università di Firenze.

Insieme a lui i partecipanti alla formazione hanno ricostruito la storia della discriminazione nei confronti delle comunità rom partendo dal 1700, quando alcuni sovrani – come Maria Teresa d’Austria – assumevano nei loro confronti una politica di assimilazione forzata e ai quali venivano attribuite tare ereditarie come il nomadismo e l’asocialità. Le politiche di assimilazione durante i regimi fascisti e nazisti si sono trasformate in vere e proprie politiche rieducative applicate parallelamente alle deportazioni e allo sterminio.

Molte delle convinzioni che hanno caratterizzato questi periodi hanno dato vita alla cosiddetta “pedagogia zingara” che ancora oggi regola alcune politiche educative scolastiche (basti pensare che a Pescara per il secondo anno consecutivo esiste una classe monoetnica per soli bambini rom).

Obiettivo di questo incontro è portare a comprendere quanto sia fondamentale, quando si parla di pedagogia, non tenere conto soltanto dell’oggetto della nostra azione ma anche del contesto in cui si opera, cominciando – in primis – dalla decostruzione degli stereotipi di cui è impregnata la società maggioritaria. Molte pratiche educative rivolte a bambini rom, per quanto teoricamente di successo, falliscono a causa del contesto di discriminazione ed emarginazione all’interno del quale sono calate.

Interscambio Reyn: una tre giorni dal 17 al 19 novembre

Riprendono i lavori della rete REYN!

Cominciamo la stagione autunnale proponendovi una tre giorni di interscambio sulle pratiche educative innovative in Italia e non.

Avremo modo di confrontarci e riflettere su come si sono sviluppate le pratiche educative rivolte ai rom in Italia e scoprire insieme a Sanja Brajković (Psicologa, Open Academy Step by Step Croazia) le esperienze innovative sperimentate in Croazia.

Le giornate di formazione e incontro si terranno a Roma dal 17 al 19 novembre.

La partecipazione è gratuita e l’iscrizione obbligatoria fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Il progetto Toy alla conferenza internazionale ISSA

A cura di Associazione 21 luglio

Francesca Petrucci (Associazione 21 luglio) e Giulia Cortellesi (ICDI) hanno partecipato alla Conferenza internazionale di ISSA (International Step by Step Association) che si è tenuta a Gand, Belgio, dal 4 al 6 ottobre. Insieme hanno presentato TOY for Inclusion (realizzato in Italia da Associazione 21 luglio, Casa della Comunità Speranza e Cubo Libro), un progetto che promuove l’implementazione di Toy libraries (biblioteche del giocattolo) oltre che di servizi e pratiche inclusive per lo sviluppo della prima infanzia dei bambini rom. Le biblioteche del giocattolo sono diffuse in molti paesi d’Europa e costituiscono un luogo di incontro multiculturale e inter-generazionale, raggiungibile facilmente da famiglie rom e non rom.

Ecco alcuni numeri per dare un’idea della platea di Gand: circa 450 partecipanti provenienti da 60 paesi del mondo, un pubblico di ricercatori, educatori e decisori politici operanti nell’ambito della prima infanzia. Si sono tenute oltre 101 presentazioni su questo argomento e 11 visite sul campo a progetti virtuosi ed esemplari per la replicazione di buone pratiche.

La presentazione delle due rappresentanti del progetto TOY si è focalizzato sulla situazione di emarginazione che colpisce i bambini rom che vivono in emergenza abitativa a Roma (condizioni igieniche precarie e difficoltà di accesso a servizi di base quali le cure mediche e la scolarizzazione) e sull’opportunità offerta dall’approccio inclusivo di TOY: servizi integrati per le famiglie e i loro figli, lo scambio di conoscenze e saperi tra bambini e adulti, l’apprendimento attraverso giocattoli e libri di qualità. In particolare si sono analizzate le varie fasi di implementazione del progetto nella biblioteca Cubo Libro a Tor Bella Monaca, che inaugurerà le attività di toy library a gennaio 2018, contemporaneamente ad una biblioteca del giocattolo a Mazara del Vallo.

Durante il loro soggiorno a Gand, Francesca e Giulia hanno avuto l’opportunità – grazie al partner belga VBJK – di conoscere i bambini che frequentano la toy library locale, una struttura che opera sul territorio da circa vent’anni.

«Conoscere tante persone che si occupano di prima infanzia provenienti da tutto il mondo e vedere come le pratiche locali possano incidere fortemente sui cambiamenti globali e quindi sulle decisioni politiche (grazie anche al networking di associazioni organizzazioni e istituzioni che ISSA sta promuovendo da anni) – ha commentato Francesca di ritorno da questa esperienza – mi ha fatto tornare in Italia con una maggiore motivazione e una gran voglia di continuare a lavorare per e con i più piccoli in situazioni di disagio sociale, culturale o economico, affinché vengano garantiti i loro diritti fondamentali».

IL PROGETTO TOY IN EUROPA

IL PROGETTO TOY IN ITALIA

Come accogliere un bambino straniero al nido

Operatori asilo nido

A Monza una formazione per gli operatori degli asili nido e della scuola dell’infanzia. Tutte le informazioni sul corso che si terrà il 30 settembre dalle 14 alle 18, su ZeroSei Planet.

Molto spesso, gli educatori si trovano ad accogliere bambini provenienti da altri Paesi del mondo, che non comprendono la lingua italiana e che evidenziano comportamenti legati ad una cultura differente. Ruolo dell’educatore è quello di favorire, attraverso azioni mirate, un’integrazione il più veloce e serena possibile, sia del bambino, sia della sua famiglia.

Il corso si articola in una prima fase di teoria, dove verranno esposte nozioni di base sull’integrazione scolastica, e una seconda più pratica, dove si proporranno simulazioni di casi reali, e dove i corsisti avranno modo di discutere le modalità maggiormente efficaci per integrare un bambino straniero.

ARGOMENTI DEL CORSO:

  • Cosa fare quando arriva un bambino straniero
  • Quali informazioni risultano fondamentali
  • Come insegnare al bambino le prime parole
  • Come aiutarlo nelle attività
  • Come favorire l’inserimento nel gruppo dei pari
  • Come comunicare con la famiglia

PROGRAMMA DEL CORSO:

ore 14.00-14.30 registrazione dei partecipanti
ore 14.30 Inizio corso
ore 18.00 Termine corso [al termine rilascio di Attestato ed ebook]

PER I COSTI E LE MODALITÀ DI ISCRIZIONE CONSULTA IL SITO.

Una risata ci educherà! A ottobre il Convegno a Bari

Nelle scuole si ride troppo poco e in molte persone è ancora troppo sedimentata l’idea che per imparare sia necessario essere seri e cupi.

Per ridere e sorridere insieme il Movimento di Cooperazione Educativa ha organizzato il settimo incontro nazionale di formazione e incontro dal titolo “Una risata ci educherà”.

Il convegno si terrà a Bari il 21 e 22 ottobre ed è aperto a insegnanti, educatori, genitori e a chiunque fosse interessato. Apriranno il convegno Monica Guerra, Antonia Chiara Scardicchio e Francesca Fornario.

Le iscrizioni aprono oggi, I settembre.

Qui e qui il programma completo.

Informazioni:
www.retedicooperazioneeducativa.it
retebari2017@gmail.com
tel. 324 7867112 – 347 6682696

Educare alla cittadinanza mondiale

Venerdì 9 e sabato 10 settembre a Senigallia, presso il Liceo Medi (viale IV Novembre, 21), si terrà il X Seminario Internazionale di Educazione Interculturale “Educare alla cittadinanza mondiale. I nuovi curricola della scuola”, un incontro per riflettere su insegnamento e temi della globalità e multiculturalità organizzato da CVM – Comunità Volontari per il mondo, in particolare dal gruppo EAS – Educazione allo sviluppo che sin dai primi anni Novanta opera nel settore della formazione e che in Italia è stato antesignano della revisione dei curricula scolastici.

Organizzato nell’ambito del Progetto europeo “Global Schools: EYD 2015 to embed Global Learning in primary education” e di quello nazionale “Un solo mondo, un solo futuro: educare alla cittadinanza mondiale a scuola“, il seminario è l’appuntamento conclusivo del lavoro, dei laboratori e dei corsi di formazione di CVM svolti in questi anni, che hanno visto il coinvolgimento di 6000 docenti, di ogni ordine e grado in tutte le regioni italiane, per una rivoluzione culturale dell’insegnamento all’insegna di un “nuovo umanesimo mondiale”.

Al seminario parteciperanno con lezioni magistrali ed interventi Marcello Flores d’Arcais, docente di Storia dei Diritti Umani all’Università di Siena, l’antropologo Alberto Salza, Jean Fabre, esperto ONU, Italo Fiorin, docente di Scienze della Formazione dell’ Università LUMSA, Ramon Lopez Facal, docente dell’Università di Santiago, Catia Brunelli, formatrice di CVM, Antonio Brusa, docente INSMLI – Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia.

Le iscrizioni sono aperte fino al 5 settembre.

Per informazioni e iscrizioni

cvm@cvm.an.it
Telefono 071.202074
www.cvm.an.it 

Articolo ripreso da Zero-Sei up

 

Servizi alle famiglie: lo Spazio infanzia dell’Associazione Apurimac

Ecco il terzo e ultimo diario di Emma, la giovane attivista selezionata tra i partecipanti della Primavera Romanì – che ha svolto un tirocinio itinerante presso tre diverse realtà che lavorano nel campo della prima infanzia. Ultima esperienza in ordine cronologico è quella presso lo Spazio Infanzia dell’Associazione Apurimac all’interno della Parrocchia Santa Rita di Tor Bella Monaca a Roma.

L’esperienza presso lo Spazio infanzia dell’Associazione Apurimac mi ha arricchito e dato tanto. Il servizio si rivolge a bambini dai 3 ai 5 anni che su questo territorio non riescono a trovare posto nella scuola dell’infanzia e quindi vengono esclusi da quella parte importante di vita che è per i bambini così piccoli il primo approccio alla scuola e all’incontro con gli altri.

Il servizio abbraccia l’esigenza delle famiglie di trovare uno spazio mattutino adatto, sicuro e stimolante in cui lasciare il proprio bambino a operatrici esperte, sapendo che sarà guidato in tante attività educative e creative. Pittura, disegno, gioco libero, ma anche teatro e musica tra i laboratori proposti oltre che momenti di gioco libero e routine di giornata. L’approccio del servizio che al momento accoglie 14 bambini di varie nazionalità è fortemente mirato al gioco e al sostegno dell’autonomia dei piccoli.

Mi è sembrato molto utile che le operatrici ogni giorno spartissero tra i bambini piccole responsabilità al fine di renderli protagonisti e incentivare l’autonomia e la cura verso gli altri (distribuire i bicchieri, aiutare l’educatrice in unno dei compiti da svolgere).

Ho trovato molto importante anche tutto il lavoro svolto con le famiglie, per coinvolgerle nella socializzazione e diventare solidali tra di loro, aspetto che si ripercuote positivamente sui bambini che infatti nonostante la varietà etnica non presentano nessuna dinamica di discriminazione. Le educatrici hanno lavorato molto sui piccoli pregiudizi esistenti creando un clima di accoglienza e apertura.

Ho imparato poi che, a fine giornata, cantando tutti insieme, è più facile e divertente coinvolgere i bambini nel riordino dei giochi e nella cura dello spazio, attività che di solito i bambini fanno controvoglia. Questo lo porterò con me come strumento operativo che mancava al mio bagaglio personale!

Spazio infanzia al Polo ex Fienile: socialità e educazione in natura

Dopo l’esperienza di Pisa, ecco un nuovo racconto tratto dal diario di Emma – la giovane attivista selezionata tra i partecipanti della Primavera Romanì – che ha svolto un tirocinio itinerante presso tre diverse realtà che lavorano nel campo della prima infanzia. Oggi ci porterà a conoscere lo spazio infanzia gestito da Associazione 21 luglio all’interno del Polo ex Fienile di Tor Bella Monaca a Roma.

La mia esperienza al Centro educativo pilota presso il Polo ex- Fienile a Tor Bella Monaca è stata davvero intensa e divertente!
Prima di tutto per il luogo in cui si trova: il quartiere che ospita la struttura purtroppo non offre ai bambini che la abitano molte possibilità d’incontro e di gioco all’aperto. Le strade della zona sono molto trafficate e i pochi giochi presenti in piazza sono vandalizzati e immersi nella spazzatura. Il Polo ex- Fienile, dove si tiene il Centro Pilota, si propone come risorsa per il territorio e punto di riferimento per l’infanzia e l’adolescenza attraverso tanti servizi per famiglie e bambini.

Il servizio presso cui ho svolto il tirocinio è uno spazio infanzia per bambini dai 3 ai 5 anni che tre volte a settimana in orario mattutino partecipano a tanti tipi di attività didattiche e ludiche, un servizio rivolto ai bambini che non sono stati ammessi alla scuola dell’infanzia per carenza di posti. Gran parte di questi bambini italiani e stranieri, vivono situazioni di svantaggio socio- economico o di precarietà abitativa (alcuni infatti provengono dalla baraccopoli di via di Salone) ed arrivano all’età della scolarizzazione con difficoltà, spesso anche linguistiche. È importante quindi potergli offrire uno spazio in cui possano socializzare, imparare a stare tra pari, ma anche sperimentarsi e affrontare tante attività mirate a sostenere il loro sviluppo. Ho notato quanta attenzione le educatrici pongano nell’approcciare con ogni singolo bambino e aiutarlo a superare le piccole sfide quotidiane, e anche la pazienza con cui mediano tra di loro, insegnandogli l’importanza della condivisione di giochi e strumenti.

Ho trovato anche molto positiva la collaborazione tra le due educatrici del servizio con alcuni insegnanti esterni che vengono una volta a settimana per proporre laboratori di ceramica, teatro e ortocultura. Dimostrarsi aperti alla collaborazione è un bel modo per insegnarla anche ai più piccoli.

Il Polo ex- Fienile, è una struttura molto grande che permette tutta una serie di attività, anche esterne, permettendo ai bambini di avere un bel contatto con la natura.
Questo mi è sembrato davvero innovativo, i bambini trascorrono un sacco di tempo all’aperto e questo dà l’occasione di osservare e conoscere moltissime cose della realtà che ci circonda: dalla vita degli insetti, ai cambiamenti delle stagioni, fino al ciclo delle piante che i bambini curano nell’orto con una passione che non avevo mai visto.

Sicuramente porterò con me questa attenzione all’educazione in natura e il laboratorio di orto come strumento per insegnare la ciclicità e la necessità di prendersi cura dell’ambiente, che mi sembra davvero importante imparare fin da piccoli.

Il Centro educativo pilota vuole offrire uno spazio d’incontro e socializzazione ai bambini, ma anche alle famiglie, che spesso si fermano a chiacchierare o che offrono alcune ore di volontariato per organizzare attività con i bambini o aiutare con la gestione della struttura e del giardino. Questo genere di partecipazione mi è sembrata molto costruttiva ed importante, perché crea alleanza tra le famiglie e le operatrici, coinvolge i genitori direttamente e gli fa vivere un po’ della bellezza e del divertimento che vivono i loro bambini.

Mi porterò nel cuore questa esperienza con i piccoli, con la certezza che per lavorare con loro ci vuole tanta pazienza, entusiasmo e voglia di riscoprire il bambino che è in noi!

Un tirocinio itinerante per scoprire buone pratiche educative: l’esperienza di Emma

Il comitato scientifico di REYN Italia ha selezionato una giovane educatrice rom (scegliendo all’interno del gruppo informale Primavera Romanì), per darle l’opportunità di acquisire una conoscenza approfondita e alcune abilità specifiche nell’ambito dello sviluppo della prima infanzia attraverso esperienze sul campo.
L’attivista ha partecipato a un tirocinio itinerante, ospitata da tre ONG differenti e prendendo parte alle attività organizzate sul luogo. La tirocinante ha ricevuto il supporto di un supervisore locale che è stato messo di volta in volta a disposizione dalle organizzazioni ospitanti.
Da questa esperienza sono nati tre diari, scritti da Emma – l’attivista e educatrice selezionata – di cui oggi vi proponiamo il primo racconto: il tirocinio presso l’Associazione Articolo 34 di Pisa.

È la prima settimana di tirocinio e sono un po’ emozionata! Non sono mai stata a Pisa e sono felice di poter vedere una nuova città oltre che una nuova realtà sociale.
L’organizzazione che mi accoglie è l’Associazione “Articolo 34”, realtà che si impegna a promuovere il diritto allo studio dei minori rom, dato che in Italia sono loro che – vivendo un grave disagio economico e sociale – evadono la scuola con più facilità e non arrivano quasi mai ad accedere a percorsi universitari.

I soci dell’organizzazione e i ragazzi che ne fanno parte mi accolgono con molto calore e mi raccontano come l’Associazione è nata da singole esperienze di affiancamento e sostegno di minori rom e come poi si è scelto di fondare un’associazione e di creare azioni mirate.
L’aspetto che ho trovato innovativo è l’approccio mirato alla singola persona, al singolo ragazzo e alle sue esigenze di studio e familiari.
L’associazione infatti accompagna e sostiene le famiglie interessate a comprendere e risolvere le difficoltà che incontrano, al fine di garantire il diritto allo studio dei loro figli e di favorirne il percorso scolastico. Questo supporto va dal contribuire a rimuovere gli ostacoli economici e logistici alla frequenza scolastica dei ragazzi, ad un lavoro di mediazione tra la famiglia e le istituzioni, fino al sostegno all’accesso dei nuclei a servizi pubblici a cui hanno diritto (scuolabus, mense, sostegno scolastico, contributi individuali).

L’attività dell’associazione prevede anche forme di affido familiare, concordato con la famiglia di appartenenza, per periodi più o meno lunghi, per fornire al minore uno spazio idoneo di studio e un supporto extrascolastico intensivo.

Questa attività è nata con l’esperienza positiva avuta da Clelia, presidente dell’Associazione, che ha ospitato in affido Sultan, un ragazzo rom che oggi frequenta con successo l’Università.
Lui stesso mi ha raccontato di quanto nonostante la sua buona volontà non riuscisse a concentrarsi all’interno del campo per via del troppo rumore.
L’esperienza positiva di Sultan e della sua famiglia in questo percorso ha invogliato anche altri ragazzi e altre famiglie ad intraprendere una strada simile.

Ho trovato davvero molto interessante come il lavoro congiunto della famiglia di appartenenza e di quella affidataria abbia dato ottimi risultati e penso che sarebbe davvero bello se anche in altre città si potessero trovare famiglie disponibili e motivate ad accogliere e essere accolte per garantire il diritto allo studio dei bambini.
L’associazione inoltre organizza e gestisce, grazie ad alcuni insegnanti che prestano volontariamente il loro servizio, un doposcuola mirato a garantire uno spazio di sostegno e studio individuale di qualità.

Questo lavoro con la scuola e nella scuola mi è sembrato molto importante perché porta anche gli insegnanti a ripensare il loro modo di approcciarsi ai ragazzi più svantaggiati.

Di questa esperienza umana e professionale mi porterò dietro il calore delle persone che ho incontrato anche al campo di Pisa, che mi hanno accolta e si sono raccontate, e il lavoro dell’associazione che anche se piccola, riesce ad allearsi e a lavorare insieme alle famiglie ed alla scuola per il futuro dei piccoli che è poi il futuro di tutti quanti noi.

Emma