REYN ITALIA

Stereotipi razziali e “pedagogia zingara”

Oggi vi riproponiamo l’interessante intervento di Luca Bravi, presentato il 19 maggio scorso a Sesto Fiorentino durante la due giorni di LabRom.

Il ricercatore dell’Università di Firenze ha ricostruito la nascita e il percorso della prima “pedagogia zingara” in Italia (1963), ossia pratiche educative profondamente radicate agli stereotipi razziali sviluppati durante il periodo del nazifascismo. Tale studio è stato elaborato non soltanto per il valore storico in sé, ma soprattutto per identificare i punti comuni nell’approccio che – in alcuni casi – viene ancora mantenuto nelle politiche scolastiche odierne.

“La storia dei rom in Italia e in Europa è profondamente legata alle riflessioni di stampo pedagogico e ha maturato da un lato una pedagogia esplicita, quella espressa dalla scuola,” – scrive Luca Bravi nella sintesi del suo lavoro – “dall’altro una pedagogia implicita, quella più difficile da riconoscere e criticare perché nascosta in pratiche che conservano l’etichetta o l’idea dell’inclusione, ma che finiscono sempre per strutturarsi intorno alla ghettizzazione immobile del campo nomadi.”

Per leggere l’abstract dell’intervento clicca qui.

Una campagna contro la povertà educativa in Italia

Condividiamo la petizione di Save the Children partita assieme alla campagna “Illuminiamo il futuro”, cui anche Associazione 21 luglio ha aderito organizzando un incontro speciale all’interno dei laboratori Amarò Foro grazie all’esibizione della Compagnia Garofoli/Nexus nello Spettacolo “Looking 4 Pinocchio”.

Sabato 1 aprile è partita la campagna “Illuminiamo il Futuro” insieme alla petizione per chiedere che ogni bambino e bambina in Italia possa far decollare i propri sogni.

Oltre un milione di bambini in Italia vive in povertà assoluta e il loro futuro potrebbe non decollare mai.
Solo il 13% dei bambini tra 0 e 2 anni ha accesso al nido o a servizi integrativi pubblici, mentre il 48% degli alunni continua a non poter usufruire della mensa scolastica.

Facciamo appello al Primo Ministro Gentiloni e ai Presidenti di Camera e Senato affinché prendano un impegno concreto per sbloccare, prima della scadenza della legislatura, alcuni provvedimenti fondamentali per aiutare tante famiglie in Italia.

Chiediamo che gli asili nido diventino un diritto per tutti e equità nell’accesso alla mensa scolastica.

Chiediamo che sia attuato immediatamente il piano di contrasto alla povertà per garantire a ogni bambino in povertà un effettivo sostegno educativo e sociale.

La tua firma ci aiuterà a fare la differenza.

FIRMA LA PETIZIONE DI SAVE THE CHILDREN  

Torna LabRom: il 19 maggio la prima tappa a Sesto Fiorentino

Dopo la ricca esperienza nel 2016, LabRom (Laboratori di confronto e discussione sul tema rom e sinti in Italia) torna quest’anno con nuovi appuntamenti!

Anche in questa seconda edizione daremo vita a uno spazio aperto di relazione in cui conoscerci, incontrarci, confrontarci e condividere idee sulla cosiddetta “questione rom”.
Durante gli incontri ogni partecipante sarà chiamato a condividere esperienze, spunti e idee per conoscere e diffondere buone pratiche oltre che analizzare criticità e problematiche.

L’invito a partecipare è esteso a tutti gli interessati, rom e non rom nella veste di attivisti, organizzazioni, ricercatori, professionisti, operatori pastorali, operatori sociali e insegnanti.
Nel 2017 LabRom sbarcherà a Sesto Fiorentino, Napoli e Cosenza.

La prima tappa è prevista per il 19-20 maggio a Sesto Fiorentino, presso la Parrocchia S. Martino in Piazza della Chiesa, 83. L’incontro sarà focalizzato sul tema dell’educazione e della prima infanzia:

Il bambino rom: dalla “pedagogia zingara” a pratiche educative innovative

IMPORTANTE! Per partecipare è necessario iscriversi, inviando una mail a labrom@21luglio.org cui seguiranno informazioni per una partecipazione attiva e dettagli logistici sull’evento.

SCARICA LA LOCANDINA

L’incontro è un’iniziativa di Reyn Italia, Associazione 21 luglio, Associazione Articolo 34, Migrantes Diocesi di Frenze, Gruppo Mosaico al Margine e Movimento Cooperazione Educativa.

La Strategia di REYN International

Strategia di Reyn International

In foto, la Strategia di REYN in breve

In occasione della Giornata Internazionale dei rom e sinti , il natwork REYN ha lanciato la strategia 2017-2020, che traccerà le linee guida per le attività nazionali di 10 paesi – Belgio, Croazia, Ungheria. Irlanda, Italia, Kosovo; Serbia, Slovacchia, Slovenia e Ucraina.

Cinque anni fa REYN ha iniziato a promuovere le opportunità di sviluppo professionale di quanti lavorano lavorano nell’ambito della prima infanzia rom. Proprio nello stesso anno l’Unione Europea aveva lanciato l’agenda 2020 insieme alle strategie per l’inclusione nazionale dei rom.

Cinque anni dopo c’è ancora molto da fare. Nell’UE, l’80% dei rom è a rischio povertà e un rom su tre vive in una casa senza acqua corrente. La segregazione scolastica nelle classi per soli rom è ancora presente in alcuni paesi nonostante l’impegno preso dagli Stati membri di eliminare il numero di corsi destinati solo a bambini rom.

I bambini che hanno la possibilità di crescere bene possono andare molto lontano. Crediamo fermamente che sostenere l’inclusione dei bambini attraverso l’educazione e la cura della salute possa permettere di superare molti dei problemi che attualmente affliggono una parte della comunità rom, dalla discriminazione alle difficoltà nell’accesso al mercato del lavoro, ai servizi sanitari e alla casa.
Oggi rinnoviamo il nostro impegno a sostenere l’incremento dell’accesso all’educazione e alla salute . Crediamo che l’Europa abbia bisogno di abbracciare le differenze anche attraverso il lavoro nella prima infanzia. Nella nostra visione c’è una società che dà a tutti uguali opportunità e dove tutti i bambini hanno uguali diritti di accedere all’educazione e alla salute fin dalla nascita.

LEGGI LA STRATEGIA COMPLETA

Questo articolo è una libera traduzione tratta dal Blog di REYN International

Imparare a parlare: consigli per una corretta acquisizione del linguaggio

Linguaggio infantile

Dal corso REYN Italia per giovani madri, ecco una rassegna di consigli e raccomandazioni utili ai genitori per allenare e guidare il bambino alla corretta acquisizione del linguaggio attraverso percorsi di logopedia continui, più diretti e meno invasivi:

• Mostrate disponibilità all’ascolto ed affezione incondizionata al bambino;
• Adottate un linguaggio semplice, rallentato in presenza del bambino, offrendo un “modello” verbale chiaro e preciso, in particolare dopo aver ascoltato la difficoltà del bambino, senza scadere nell’artificiosità e “stranezza”;
• Modellate il linguaggio senza anormalità, lentamente e con frequenti pause d’accentazione;
• Modellate l’eloquio in modo disteso, consigliando la stessa modalità agli altri membri della famiglia;
• Evitate che il bambino acquisti familiarità al “suono” del suo linguaggio, fissandolo acusticamente;
• Privilegiate un vocabolario elementare e frasi corte;
• Non interrompete o anticipate le frasi o finire il discorso del bambino;
Rispettate i “turni” d’inserimento verbale e non sovrapponetevi mentre si parla;
• Attendete che formuli la frase o discorso con disponibilità e attenzione;
• Utilizzate pause nel discorso e nella comunicazione, aumentando la pause tra una richiesta e la sua risposta, offrendo una minore pressione “temporale” al “linguaggio” del bambino che percepirà un clima di distensione e tranquillità;
• Commentate singole situazioni o momenti del fare, piuttosto che porre frequenti domande che affaticano il bambino;
• Durante i momenti di maggiore difficoltà verbale offrite al bambino le più ampie occasioni di linguaggio e la possibilità di parlare liberamente stimolato da percorsi ludici a lui particolarmente interessanti e gradevoli;
• Organizzate percorsi e momenti di attività non-verbali, di costruzione, ecc., che possano “scaricare” ed alleggerire la tensione verbale, valorizzando forme comunicative alternative;
• Evitate “competizioni verbali”. Ad esempio obbligare a raccontare eventi ad amici o parenti, al fine di limitare e contenere la «pressione» del livello di costruzione verbale del bambino;
• Evitate reazione emotive ai blocchi verbali come una particolare mimica del volto, distogliendo lo sguardo, ecc;
• Preparate il bambino ad affrontare situazioni nuove simulando l’evento, tranquillizzando i suoi livelli d’eccitazione ed ansia naturali;
• Non evidenziate al bambino le sue difficoltà verbali. Invitandolo alla “calma”, a “prendere il fiato”, “a parlare lentamente”, ad “aprire di più la bocca”, “a rallentare”, a “pensare a quello che deve dire” si comunica la sua diversità, si comunicano forti livelli d’ansia che appartengono all’adulto ma non al bambino che “vive la difficoltà” ma non la “prova” ancora. Il bambino potrebbe equivocare la natura dello stimolo interpretandolo come un rimprovero;
• Le pressioni dei genitori spingono il bambino a prendersi carico della sua esecuzione verbale, compromettendo il carattere di spontaneità e naturalezza della comunicazione;
• Se il bambino sottolinea la sua difficoltà verbale, presentategli il fatto che tutte le persone hanno difficoltà ed esitazioni verbali quando stanche o particolarmente agitate;
• Evidenziate le sue qualità, capacità e punti di forza;
• Ricordate che molti bambini fino a 6/7 anni presentano disfluenze normali fisiologiche e di sviluppo in un quadro personale assolutamente normale e non logopatico.
Difficoltà che regrediscono naturalmente all’interno di relazioni parentali positive e serene;
Dimostrate il piacere di comunicare durante le situazioni routinarie (vestirsi, mangiare, lavarsi, andare a dormire);
• Sfruttate i diversi contesti che si creano durante la giornata per descrivere e raccontare ciò che vi circonda (una passeggiata al parco, andare a fare la spesa, preparare la torta);
• Proponete canzoncine e filastrocche abbinandovi gesti e mimica che diano significato alle parole;
Proponete libri figurati e commentateli con lui.

Il mio primo libro: l’importanza della lettura nella prima infanzia

 

Nella foto Sabrina Todaro, Presidente della Cooperativa Ricreazione

Perché è importante leggere libri ai propri bambini fin da piccoli? Ce lo ha spiegato Sabrina Todaro Presidente della Cooperativa Ricreazione, durante la lezione di formazione “Primi libri, lettura ad alta voce”.

Prima di tutto fa bene al cervello: sviluppa le capacità di concentrazione, rinforza la memoria e aiuta a espandere il vocabolario. Leggere aiuta inoltre a rilassarsi. I battiti del cuore rallentano, i muscoli si rilasciano e lo stress si riduce del 60%.

Se volete conoscere tutti benefici della lettura ad alta voce per i più piccoli, potete scaricare le dispense di Sabrina Todaro: L’importanza di leggere ai bambini.

Nell’immagine che segue i suggerimenti per favorire i primi incontri del bambino con i libri.

Diventare grandi. Lo sviluppo del bambino nei primi anni di vita

“Si diventa uomini attraverso altri uomini”, secondo un proverbio africano, e per diventare grandi lo sviluppo del bambino passa attraverso numerose fasi, fatte di piccoli e grandi progressi. Saperli riconoscere è molto importante per un genitore, perché il suo contributo può essere fondamentale per lo stimolo delle attività in cui si cimentano i bambini nei primi anni di vita. Non soltanto iniziare a parlare o a camminare, tutto il mondo è una scoperta e una conquista. Iniziare a stare eretto sulla schiena, imparare ad afferrare gli oggetti, fare “ciao” con le mano e migliorare l’equilibrio: ogni gesto in più può essere un segnale di ulteriore crescita.

Qui una breve sintesi delle varie fasi evolutive, un’agile guida che potrete usare per osservare con maggiore consapevolezza i vostri bambini.

Salute e primo soccorso dell’età infantile

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Un’esercitazione pratica di primo soccorso durante la lezione.

Lunedì 30 gennaio si è svolto il corso di formazione per il primo soccorso in età infantile tenuto dall’ostetrica dr.ssa Flavia Splendore.
L’incontro è stato molto partecipato, sia dalle mamme sia dai papà, e ha portato all’acquisizione delle competenze di base per la prevenzione e la gestione di incidenti nell’età della prima infanzia, dalla sicurezza durante il sonno alla sicurezza in strada: come evitare la sindrome della morte in culla? Come garantire la massima sicurezza al bambino durante il trasporto in automobile? Piccoli gesti quotidiani possono migliorare sensibilmente la salute dei bambini.

Oltre alla cura dei minori, la dottoressa ha fornito alcune preziose informazioni anche per la salute della donna, a chi rivolgersi e come chiedere una consulenza gratuita.

Qui e qui tutte le dispense usate durante l’incontro di formazione.

Il premio CILD a genitori e insegnanti della scuola Randaccio di Roma

Premio CILD

La coalizione Italiana per i diritti e le libertà civili (CILD) ha svolto anche quest’anno la cerimonia di premiazione degli “eroi dei diritti umani” e ha premiato, per la voce collettiva, un gruppo di genitori e insegnanti della scuola elementare Randaccio (Casalbertone) che si erano opposti lo scorso maggio allo sgombero forzato dell’insediamento informale di via Mirri a Roma. L’azione aveva portato alla drammatica interruzione del percorso scolastico di moltissimi minori che vivevano lì e la voce della scuola Randaccio, frequentata da alcuni di questi bambini, era stata una delle poche a levarsi contro la decisione del Comune di Roma. Genitori e insegnanti avevano scritto una lettera aperta alle autorità dove si rivendicava il ruolo centrale della scuola come “luogo principale in cui attivare politiche di inclusione sociale”.

Il premio CILD intende riconoscere e valorizzare l’impegno di quanti si sono spesi per la promozione e tutela dei diritti umani e per la protezione delle libertà civili, perché “le libertà degli altri sono anche i tuoi diritti”.

Investire nella prima infanzia: esempi e buone pratiche in Europa

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Nella foto, il tavolo del convegno “Figli delle baraccopoli. Restituire il sogno perduto”, che si è tenuto il 21 novembre 2016 nella Sala della Protomoteca del Campidoglio per celebrare la Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Cosa significa investire sulla prima infanzia? Fornire servizi di qualità al bambino è fondamentale ma è importante e necessario coinvolgere gli adulti che si prendono cura del bambino mettendo al centro le interazioni sia con i genitori sia con gli operatori che lavorano con il bambino.

Non tenere in considerazione l’importanza di interventi strutturali per la cura adeguata del bambino può portare a pagare un costo molto alto in futuro. Per questo è importante valorizzare gli esempi che funzionano.

Durante il convegno REYN che si è tenuto il 21 novembre nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, Mihaela Ionescu responsabile progetto ISSA (International Step by Step Association), ha illustrato l’importanza della qualità degli interventi e gli esempi europei meritevoli di replica.

Ecco le slide della sua relazione: L’educazione e la cura dell’infanzia – uno sguardo sulle politiche e pratiche europee.