Danza rom e tunisina a Mazara del Vallo

(da Casa della Comunità Speranza)

A Mazara del Vallo, dal 2011, si pratica il laboratorio di danza tradizionale rom a Casa della Comunità Speranza. Jemina Hajrusi, giovane operatrice rom, ha iniziato formando un gruppo composto di soli ragazze e ragazzi rom. Con il tempo alcuni partecipanti al laboratorio si sono ritirati ma l’operatrice non si è persa d’animo e, grazie al sostegno di Casa della Comunità Speranza, ha aperto i laboratori anche ai bambini. Durante i primi anni, i passi di danza appartenevano solo alla tradizione rom, ma nel corso degli anni Jemina ha deciso di mescolare le tradizioni più presenti nella Kasbah, il quartiere che ospita i laboratori, ossia quella rom e tunisina grazie ai molti punti in comune delle due tradizioni, nonostante le diversità.

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Jemina ha iniziato i laboratori poiché, vivendo in Italia, non voleva che si perdesse la tradizione della danza rom con cui era cresciuta e voleva tramandarla anche ad altri, rom e non rom, nell’ottica interculturale su cui si sviluppano molte delle attività di Casa della Comunità Speranza.
Prima della pandemia da Covid-19 i laboratori si svolgevano ogni domenica dalle 15 alle 17 in due turni, il primo rivolto alla fascia di età 7-10, il secondo rivolto alle adolescenti, 12-18.
Nonostante la chiusura dovuta all’emergenza mondiale, le partecipanti più grandi della danza continuano a tenersi in contatto attraverso il gruppo di Whatsapp, confortandosi l’una con l’altra e scambiandosi messaggi per tenersi in compagnia.
La conduttrice dei laboratori, non potendo continuare a insegnare nuovi passi alle sue studentesse, sta chiedendo loro di condividere le loro emozioni, i pensieri sulla danza, disegni.

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(foto scattata prima del dpcm)

Alcuni dei pensieri che hanno condiviso sul laboratorio sono: “Mi manca la danza perché mi dava coraggio, era una routine la domenica”, “La danza mi faceva avere più stima di me! Mi faceva dimenticare i problemi che avevo in famiglia”, “Mi mancano le mie compagne di ballo, grazie al loro ho imparato alcuni passi!”, “Ho nostalgia perché la musica e la danza mi facevano stare bene!”, “Vogliamo abbattere i pregiudizi che hanno nei nostri confronti perché non siamo marci! Non è solo un laboratorio, è una famiglia che man mano si ingrandisce di nuove conoscenze, nuovi passi, nuove amicizie e nuove iscrizioni.”, “Ci auguriamo che questo periodo passi presto, che ritorni il sole e che i nostri passi possano diventare musica! Sperando di fare nuovi spettacoli!”.

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