Il Global Teacher Prize e le insegnanti di frontiera

Global Teacher Prize.
Quando, anni fa, Andria Zafirakou ha varcato la soglia della Alperton Community College non immaginava che un giorno il suo lavoro l’avrebbe portata a Dubai, per la premiazione del prestigioso Global Teacher Prize 2018.

Il Global Teacher Prize, il nobel degli insegnanti, è promosso dalla Varkey Foundation e ha l’obiettivo di ricordare al mondo l’importanza di non lasciare nessun studente indietro, di contrastare la povertà educativa, di rendere l’istruzione effettivamente inclusiva.
Il premio consiste in un milione di dollari da spendere in progetti scolastici e ben 50 erano i docenti a contendersi il Global Teacher Prize, scelti tra più di 40.000 candidati di 173 paesi.

Andria Zafirakou, londinese dal cuore greco, insegna nel quartiere di Brent, nell’estrema periferia di Londra, in una delle scuole più complesse del paese: l’istituto è un mosaico di etnie e lingue, un bacino di reclutamento per le bande criminali della zona, ed è frequentato da ragazzi socialmente svantaggiati.

Per questo motivo, il lavoro di Andria non si esaurisce in classe.
Oltre ad insegnare arte e arti tessili, la vincitrice del Global Teacher Prize accompagna personalmente i suoi allievi alla fermata del bus, munita di walkie-talkie e in raccordo con la polizia locale, per evitare che vengano presi di mira dalle gang del post e per segnalare alle autorità eventuali reclutatori.

Tra i candidati al Global Teacher Prize c’era anche una docente italiana: la Professoressa Lorella Carimali, insegnante di matematica, 55 anni, milanese. Secondo la prof., il futuro si costruisce assieme, non da soli: l’ha imparato da piccola, quando con la sua famiglia abitava nelle case di ringhiera del quartiere Stadera, dividendo il bagno sul ballatoio con altre famiglie.

«Quando dividi qualcosa di così intimo come il bagno con qualcuno, l’estraneo non è più una persona di cui aver paura ma un amico, una risorsa. E è questo il mio atteggiamento verso il mondo».

Lorella Carminali, ha rinunciato ad offerte di lavoro nel privato per scegliere la scuola pubblica e mettere la sua passione al servizio della comunità.
Oggi guadagna molto meno di quanto avrebbe potuto, ma la gratitudine degli studenti e la percezione di generare un cambiamento a partire dalle sue lezioni, valgono più di ogni altra cosa.

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