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Stereotipi razziali e “pedagogia zingara”

Oggi vi riproponiamo l’interessante intervento di Luca Bravi, presentato il 19 maggio scorso a Sesto Fiorentino durante la due giorni di LabRom.

Il ricercatore dell’Università di Firenze ha ricostruito la nascita e il percorso della prima “pedagogia zingara” in Italia (1963), ossia pratiche educative profondamente radicate agli stereotipi razziali sviluppati durante il periodo del nazifascismo. Tale studio è stato elaborato non soltanto per il valore storico in sé, ma soprattutto per identificare i punti comuni nell’approccio che – in alcuni casi – viene ancora mantenuto nelle politiche scolastiche odierne.

“La storia dei rom in Italia e in Europa è profondamente legata alle riflessioni di stampo pedagogico e ha maturato da un lato una pedagogia esplicita, quella espressa dalla scuola,” – scrive Luca Bravi nella sintesi del suo lavoro – “dall’altro una pedagogia implicita, quella più difficile da riconoscere e criticare perché nascosta in pratiche che conservano l’etichetta o l’idea dell’inclusione, ma che finiscono sempre per strutturarsi intorno alla ghettizzazione immobile del campo nomadi.”

Per leggere l’abstract dell’intervento clicca qui.

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