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Imparare a parlare: consigli per una corretta acquisizione del linguaggio

Linguaggio infantile

Dal corso REYN Italia per giovani madri, ecco una rassegna di consigli e raccomandazioni utili ai genitori per allenare e guidare il bambino alla corretta acquisizione del linguaggio attraverso percorsi di logopedia continui, più diretti e meno invasivi:

• Mostrate disponibilità all’ascolto ed affezione incondizionata al bambino;
• Adottate un linguaggio semplice, rallentato in presenza del bambino, offrendo un “modello” verbale chiaro e preciso, in particolare dopo aver ascoltato la difficoltà del bambino, senza scadere nell’artificiosità e “stranezza”;
• Modellate il linguaggio senza anormalità, lentamente e con frequenti pause d’accentazione;
• Modellate l’eloquio in modo disteso, consigliando la stessa modalità agli altri membri della famiglia;
• Evitate che il bambino acquisti familiarità al “suono” del suo linguaggio, fissandolo acusticamente;
• Privilegiate un vocabolario elementare e frasi corte;
• Non interrompete o anticipate le frasi o finire il discorso del bambino;
Rispettate i “turni” d’inserimento verbale e non sovrapponetevi mentre si parla;
• Attendete che formuli la frase o discorso con disponibilità e attenzione;
• Utilizzate pause nel discorso e nella comunicazione, aumentando la pause tra una richiesta e la sua risposta, offrendo una minore pressione “temporale” al “linguaggio” del bambino che percepirà un clima di distensione e tranquillità;
• Commentate singole situazioni o momenti del fare, piuttosto che porre frequenti domande che affaticano il bambino;
• Durante i momenti di maggiore difficoltà verbale offrite al bambino le più ampie occasioni di linguaggio e la possibilità di parlare liberamente stimolato da percorsi ludici a lui particolarmente interessanti e gradevoli;
• Organizzate percorsi e momenti di attività non-verbali, di costruzione, ecc., che possano “scaricare” ed alleggerire la tensione verbale, valorizzando forme comunicative alternative;
• Evitate “competizioni verbali”. Ad esempio obbligare a raccontare eventi ad amici o parenti, al fine di limitare e contenere la «pressione» del livello di costruzione verbale del bambino;
• Evitate reazione emotive ai blocchi verbali come una particolare mimica del volto, distogliendo lo sguardo, ecc;
• Preparate il bambino ad affrontare situazioni nuove simulando l’evento, tranquillizzando i suoi livelli d’eccitazione ed ansia naturali;
• Non evidenziate al bambino le sue difficoltà verbali. Invitandolo alla “calma”, a “prendere il fiato”, “a parlare lentamente”, ad “aprire di più la bocca”, “a rallentare”, a “pensare a quello che deve dire” si comunica la sua diversità, si comunicano forti livelli d’ansia che appartengono all’adulto ma non al bambino che “vive la difficoltà” ma non la “prova” ancora. Il bambino potrebbe equivocare la natura dello stimolo interpretandolo come un rimprovero;
• Le pressioni dei genitori spingono il bambino a prendersi carico della sua esecuzione verbale, compromettendo il carattere di spontaneità e naturalezza della comunicazione;
• Se il bambino sottolinea la sua difficoltà verbale, presentategli il fatto che tutte le persone hanno difficoltà ed esitazioni verbali quando stanche o particolarmente agitate;
• Evidenziate le sue qualità, capacità e punti di forza;
• Ricordate che molti bambini fino a 6/7 anni presentano disfluenze normali fisiologiche e di sviluppo in un quadro personale assolutamente normale e non logopatico.
Difficoltà che regrediscono naturalmente all’interno di relazioni parentali positive e serene;
Dimostrate il piacere di comunicare durante le situazioni routinarie (vestirsi, mangiare, lavarsi, andare a dormire);
• Sfruttate i diversi contesti che si creano durante la giornata per descrivere e raccontare ciò che vi circonda (una passeggiata al parco, andare a fare la spesa, preparare la torta);
• Proponete canzoncine e filastrocche abbinandovi gesti e mimica che diano significato alle parole;
Proponete libri figurati e commentateli con lui.

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Il mio primo libro: l’importanza della lettura nella prima infanzia

 

Nella foto Sabrina Todaro, Presidente della Cooperativa Ricreazione

Perché è importante leggere libri ai propri bambini fin da piccoli? Ce lo ha spiegato Sabrina Todaro Presidente della Cooperativa Ricreazione, durante la lezione di formazione “Primi libri, lettura ad alta voce”.

Prima di tutto fa bene al cervello: sviluppa le capacità di concentrazione, rinforza la memoria e aiuta a espandere il vocabolario. Leggere aiuta inoltre a rilassarsi. I battiti del cuore rallentano, i muscoli si rilasciano e lo stress si riduce del 60%.

Se volete conoscere tutti benefici della lettura ad alta voce per i più piccoli, potete scaricare le dispense di Sabrina Todaro: L’importanza di leggere ai bambini.

Nell’immagine che segue i suggerimenti per favorire i primi incontri del bambino con i libri.