REYN Italia, nasce il Comitato Scientifico nazionale

Comitato Scientifico REYN Italia

Nella foto, il Comitato Scientifico di REYN Italia a lavoro durante la due giorni di incontri che si è tenuta a Roma il 20 e 21 novembre scorsi.

Associazione 21 Luglio, che coordina la rete REYN Italia (Romani Early Years Network – Rete per la prima infanzia rom) per promuovere servizi e strumenti operativi di qualità a tutela dei diritti dell’infanzia rom in Italia, presenta il Comitato Scientifico nazionale.
Il Comitato nasce – spiega Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio – come “cantiere aperto” al territorio: è simbolica la scelta di collocare la sede presso il Polo ex Fienile di Tor Bella Monaca a Roma, una struttura acquisita dall’organizzazione insieme a Associazione Culturale Psicoanalisi Contro – Compagnia Teatrale Sandro Gindro e Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.
Diverse le competenze messe in campo: ricercatori, pedagogisti, antropologi, formatori, docenti, operatori sociali. Tutti insieme con lo scopo di fare rete e riflettere sui percorsi possibili per restituire l’infanzia perduta ai minori rom.

Si stima che la popolazione di rom e sinti in Italia sia di circa 180 mila unità, che rappresenta lo 0,25% della popolazione totale. Tra questi, sono circa 20 mila i bambini rom presenti in Italia che si trovano in emergenza abitativa e educativa, un numero molto basso rispetto al totale dei minori, per il quale si potrebbe facilmente agire affrontando il problema e risolvendolo. Eppure ancora oggi questi minori vivono in baraccopoli fatiscenti.

La Direttrice del programma ISSA (International Step by Step Association), Mihaela Ionescu, spiega che la Rete Reyn (finanziata dalla Open Society Foundation) è già presente in nove paesi europei, tra cui Belgio, Croazia, Ungheria, Irlanda, Kosovo, Serbia, Slovacchia, Slovenia e si va estendendo anche in altri, con lo scopo di coinvolgere professionisti rom e non rom per co-costruire il sapere e garantire i diritti ai bambini rom offrendo un sostegno sociale, formativo e di advocacy ai professionisti del settore che sono a contatto con la realtà romanì.

Il 20 e 21 novembre scorsi si è tenuta a Roma una due giorni di incontro per iniziare ad approfondire i contesti territoriali e a delineare un quadro nazionale. La Rete ha un’identità ben definita e lo scopo di raggiungere gli obiettivi prefissati in termini reali. Il presidente del Comitato Scientifico, lo psicologo Alessandro Petronio, ha coordinato i lavori. “Crederci/believe it” è il suggerimento proposto all’inizio delle sessioni, per restituire a tutti i minori esclusi la possibilità di sognare la speranza di un arcobaleno di colori nella vita: per omofonia il termine Reyn rimanda a “rain(bow)”, per sottolineare l’urgenza di restituire ai minori rom la dimensione del sogno. Dopo una descrizione delle realtà vissute nelle diverse aree italiane, i membri del Comitato Scientifico hanno analizzato le diverse aree tematiche con le prospettive possibili: condizioni socio-abitative, scolastiche, istituzionali, formazione, genitorialità, politiche, buone prassi.

Nei lavori della seconda giornata, presso la sede di Associazione 21 luglio, sono stati definiti il focus di intervento, il target e gli obiettivi della Rete.
– Fascia di età in esame per il 2016-2017: anni 3-7;
– obiettivo: mappatura del territorio nazionale e azioni di intervento in alcune scuole del territorio nazionale;
– quattro aree di intervento scelte: una al nord, due al centro e una al sud Italia.

A conclusione della due giorni il Comitato Scientifico suggella l’avvio di un lavoro di rete nazionale per raggiungere il benessere dei bambini rom esclusi e per restituire loro l’infanzia perduta.

Articolo di Cinzia Sgreccia

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